12.10.: Huamachuco - 3.200 m -
12.10. Mi sveglio presto e ho già ricevuto risposta da Alex da Colonia. La mia domanda era se potesse indicarmi un servizio postale rapido per il Perù. Per ricordare: Alex ha...


Pubblicato: 17.10.2017
13.10.:
questogiorno è stato davvero un venerdì 13.
nessuna catastrofe oirregolarità, ma ci sono state comunque alcune sfide.
Huamaguchosi presenta questa mattina nella sua migliore luce. Cielo blu, eingran parte la città sembra lucida. Bene – in altre stradepotrebbe essere diverso. Abito però in plaza mayor, che mi haispirato ieri per alcune foto.
Ladoccia è davvero calda. Un vero sollievo, perché la stanza èfredda.
ilgiorno può quindi cominciare.
Ilpercorso che voglio fare oggi è chiaro solo in linea generale.
Secondola mappa sembra che devo lasciare la 3N, e non soquale sarà la qualità delle strade. Chi lo sa meglio è la polizia. Lavigilanza è anche in plaza mayor. Voglio avere chiarezza prima dellacolazione su cosa aspettarmi oggi. L'agente di poliziaa cui parlo mi ascolta, ma non ha molto voglia di raccogliereinformazioni sulle strade e mi manda ad un'altra porta.
Sono ancora convinto di avere a che fare con un suo collega.Si scopre però molto rapidamente che è l'ufficio turistico. Spiego allasignora il mio desiderio, ma lei inizia comunque.Prima devo registrarmi in un libro – con il numero delpassaporto e suggerimenti per Huamagucho, poiarriva con un sacco di volantini e racconta cosa c'è da vivere in città enei dintorni. Vorrei partire presto oggi per nonritrovarmi nella pioggia del pomeriggio e cercoripetutamente di interrompere con garbo il suo fiume di parole,ma non c'è modo di fermarsi. Così esercito la pazienza.
Quandoesprimo il mio desiderio, lei prende il suo telefono e mi diceche chiamerà il suo companero, che conosce la situazione.Ho con me la mia carta per la moto, ma ho dimenticatogli occhiali e li prendo rapidamente dall'ostello nel frattempo.
Ladescrizione del companeros è tale che decido dirimanere per 70 km sulla 3N e poieventualmente orientarmi in seguito.
Lacolazione la faccio in un piccolo caffè. Un toast vegano concondimento sano, un succo d'ananas fresco eun caffè con latte.
Mentrefaccio le valigie sento fuori trombe e batteria,ma non ci penso molto, perché succede più tardi. C'èsempre qualche motivo per festeggiare. Quando peròtu entri nel bar, faccio un giro e vedo unamanifestazione con molte moto-taxi colorate, decorate conpalloncini.
La cittàè bloccata, le strade di accesso sono ricoperte di transenne.Finalmente ho l'opportunità di fotografarequeste motorizzate con carrozzina in massa.Ma ci sono anche motociclette a tre ruote conpiattaforma di carico. Fanno parte anche di quell'associazione? Leguardo spesso cariche di passeggeri che sono statiportati nei campi. Ho sempre pensato chefossero un veicolo a parte.
Certofaccio altre foto dello spettacolo colorato,finisco di prepararmi e sono pronto a partire. Ilmio padrone di casa sta osservando il trambusto inentrata. Quando mi vede, mi fa segno di aspettarefinché il convoglio non passerà. Conta fino a 10 e si avvicina.Si gira, capisce la mia impazienza eapre il grande cancello. Passo davanti alla fila,ma mi accorgo rapidamente che ci sono le transennesulla mia strada. Mi fermo. Devocompiere un'infrazione e strisciare sotto la bandiera oaspetta e aspetta? Scelgo la prima soluzione e unpassante alza la bandiera per me. Molto gentile.
Poic'è un ingorgo sulla strada abbastanza ripidaper gli utenti normali, le moto-tag prendono la salita confacilità, io passo di nuovo e mi chiedoperché non c'è traffico in senso opposto fino a che arrivo allacausa. Un escavatore super-largo e un camiondevono passare fianco a fianco su questa strada stretta conuna profonda cunetta. Ci volle molta pazienza e è stata unasfida particolare per l'autista dell'escavatore nonfissarsi con la ruota anteriore destra nella cunetta. Aspettocon pazienza fino a quando il traffico non riprende,non posso passare il camion perché la corsia opposta è occupata.Poi si riesce a completare. Affronto i ben amati dossicon facilità, mentre il traffico non si risolverà cosìin fretta, perché anche altri camion devonomuoversi con fatica su questo ostacolo. Intantofanno un bel rumore con i loro motori, noto giovani genitoricon passeggini che devono anche spingere il passeggino sulmarciapiede piuttosto stretto. Davverosiamo molto viziati in Germania.
Ilpercorso che ho davanti è facile da affrontare. Anche sesale costantemente, il sole è di nuovo scomparso. Prestoraggiungerò il limite degli alberi. Ho di nuovo un panorama fantastico eprocedo bene. La mia meta di tappa, che dista solo70 km e dalla quale è prevista una durata di un’ora e mezza,è chiamata Cachicadan. Siamo giàsicuramente oltre 4.000 metri di altitudine e continua aelevare. Il traffico non èrilevabile, il paesaggio è arido, in lontananzaescono macchine da costruzione dalle pendici e mostrano di nuovocolorati strati di roccia, altrimenti è tutto grigio,freddo e ventoso.
Le nuvole sono basse. Non sono preparato aquesto freddo e inizio a gelare. Il riscaldamento della manigliaperlomeno tiene le mani calde. La 3N si mostra nel suolato migliore, e sono così fiducioso che voglio farela mia prima pausa a Cachicadan.
Ma poi il comfortdi interrompe. Il navigatore, che finora ha mostrato ilpercorso della 3N, mi avverte che devo svoltare a destra.Non c'è in lungo e in largo nessuna strada doveposso svoltare. Il navigatore si ricalcola e infine c'è effettivamenteuna strada a destra che poi prendo. In qualche modoiò mi sembra strano – ma continuo a procedere edopo una mezz'ora arrivo in un villaggio di montagna, cheè abitato da operai minerari e costruito solo per questo scopo.Strade molto strette, lastricate di lastre di cemento e con larghefessure e molto ripide. La moto fatica.Sono finito proprio in questa città, che è solamente brutta e molto,molto povera. Ci sono anche case di pietra, ma leabitazioni in lamiera predominano. Il tempo è grigio eogni cosa sembra molto inospitale. Il navigatore fa del suo meglio,e presto sono di nuovo sulla strada da cui sono arrivato. Il navigatore èben intenzionato e vuole mostrare il percorso piùcorto e mi riporta a una deviazione da cui una strada porta aHuamagucho, l'altra alla costa. Non voglio nessuna delle due.
Incontronuovamente i due ciclisti tedeschi che ho già salutatosulla via di andata. Vogliono andare al villaggio minerario.Li sconsiglio. Adesso ho davvero freddo. I duetrovano un ristorante dove ci servono unazuppa calda e pollo con riso. Ne approfitto pervestirmi più caldo e ordino per noi tre anche un tè caldo.Le forze vitali ritornano. I due arrivano in bici da Quito,hanno avuto esperienze nella giungla e al confine,hanno passato tre giorni a letto con mal di stomaco esono felici che faccia freddo. Contro il freddopuoi vestirti, ma non contro il caldo. Ci sono statiproblemi con l'acqua da bere e una grande paura che potesseroprendere un colpo di calore.
Cisalutiamo e torno indietro sulla stradadalla quale sono appena venuto. Dovrebbe esserci una deviazioneverso Cachicadan. Sì, ce n'è una. È solo segnalataper una direzione. E ora inizia la parte faticosadel viaggio. Ho ormai riottenuto la 3 N e si mostranel suo altro lato. Sulle strade dritte si puòprocedere bene – di nuovo su ripidi sentieri – enelle curve strette la pavimentazione è piena di buchi.Quindi abbasso la velocità a 20 km/h e faticonuovamente a riportare a 50 km/h dopo la curva a gomito. Poi arriva ilprossimo tornante e il gioco ricomincia. Maledico senzafine e mi arrendo al mio destino.
A un certo puntoil manto stradale finisce, ghiaia, buche,mud bagnato dalla pioggia, curve strette eautisti di pick-up frenetici nel traffico incontrasto. La pioggia diminuisce, più a sud il cielotorna chiaro e i panorami montani sono di sicuro
fantastico!!! Faccio poche foto, ma ora non riesco a trattenermi.
Ilvillaggio di montagna dà un caloroso benvenuto ai turisti.È bello, penso, poi ci saranno sicuramente anche ostelli ohotel. Provo prima a raggiungere la plaza mayor,chiedo e mi fermo davanti a un grande mucchio di pietre.La plaza è già visibile...
unasenora sa dove c'è un hotel, non molto lontano, vadodove indicato, ma lì un motociclista mi dice chenon ci sono hotel. È già buio e presto diventa buio.
Edice però di conoscerne uno e mi portalì. Anche qui non ci sono successo. Il proprietario non èpresente e la signora, che finalmente appare dopo tantobussare e chiamare, dice che non può decidere.Sarebbe andato bene, perché c'è un grandecancello con possibilità di parcheggio per la moto.Il bussare e il chiamare portano vita nellaprecedentemente silenziosa strada stretta. Di fronte èun negozio. Parlo con un uomo che offre anch'egliil suo aiuto e cerca, con il suo fascino locale,convincere la signora a dare una possibilità all'hoteldall'altra parte. Non riescono a trovareil senor, non ha il numero di cellulare. È ormaidark. Le lampade stradali qui sono anche gialle.Poi si unisce una giovane ragazza e offre aiuto.Infatti proprio di fronte all'hotel in questionec'è anche una sorta di hotel che non avevo notato perla sua scarsa scritta. Appartiene ai genitori della suaamica e sicuramente posso ottenere una stanza.Scompare per chiedere alla sua amica. Entrambi tornanoe ci vogliono un po' di parole di persuasione primache lei possa darmi una camera. Perché non funzionasubito non riesco a spiegarmelo. Ora devoanche tenere in mente la moto. Nessun problema, dice,può metterla nel corridoio. Nessuna possibilità.Il corridoio è troppo stretto e anche se passasse,potrei far passare solo la moto se ci fossero delle rampe persuperare il marciapiede alto almeno 30 cm. Viene in mente un'altraidea. Posso parcheggiare la moto in un negozio.Deve solo essere fuori molto presto, perchéaprirà il negozio. Sono d'accordo. La ragazza si stadedicando a trovare delle rampe quando l'uomo, che era giàattivo sull'hotel di fronte, viene con la notiziadi poter lasciare la moto dal meccanico, più avanti nellastrada. Deve solo essere fuori alle 7:00 del mattinoseguente, perché poi inizia il lavoro. Questa mi sembra lasoluzione migliore e lì ora ha il suo posto.
Venerdì13 con alcune sfide e molto gentili, disponibili,e flessibili peruviani.
