Ah, giorno di viaggio. Il giorno in cui si parte pieni di aspettativa – e alla fine si trascorre comunque troppo tempo ad aspettare qualcosa o qualcuno. Ma lasciate che inizi dall'inizio.
La notte è stata così breve che anche una mosca di un giorno avrebbe detto: 'Dovresti dormire di più.' Alle 9 in punto è arrivato il mio taxi e mi ha portato rapidamente all'aeroporto. Bagagli? Consegnati. Sicurezza? Un gioco da ragazzi. Colazione? Abbastanza tempo e scelta sufficiente per mantenermi di buon umore fino alle 11:10, l'orario di partenza previsto.
Ma al gate non è successo... niente. Assolutamente niente. Neanche un annuncio che spiegasse il nulla. Alle 11:20 ancora silenzio. Avevo già iniziato a coinvolgere mentalmente le persone al gate in un gioco del gatto e del topo, quando all'improvviso alle 11:50 è arrivato l'ordine: in bus! Questo ci ha portati sulla pista, dove alla fine abbiamo trovato il nostro aereo da qualche parte nella steppa. Era lì – come una scarpa smarrita che si chiedeva perché nessuno l'aveva indossata in tempo. Con oltre un'ora di ritardo, finalmente siamo decollati.
Il volo stesso? Per niente spettacolare. Per fortuna – perché, a dire il vero, avevo già esaurito il mio contingente di avventure per quella mattina. Dopo poco più di un'ora, sono atterrato a Da Nang, dove ho atteso nuovamente alla cintura dei bagagli. Il mio bagaglio sembra sempre voler essere l'ultimo. Ho preso di nuovo un taxi. Meta: Hoi An.
Hoi An – la città delle luci, delle lanterne e dei sogni di Instagram. Il mio homestay? Un sogno diventato realtà. Dopo il check-in, non potevo fare a meno di uscire immediatamente. Prima un piccolo giro alla luce del giorno, ma la vera magia è iniziata dopo il tramonto.
Dovete immaginarvelo: ovunque lanterne di ogni colore, che sembravano fluttuare nell'aria come piccole scintille magiche. Le strade e i canali brillavano e scintillavano, e la mia fedele unicorno Ursula? Completamente fuori di sé. O meglio: fuori sella. Saltellava da una lanterna all'altra, pigolando di gioia e spiegandomi più volte che questo era già 'il punto culminante del viaggio.'
Per concludere questa serata splendida, mi sono concesso una cena deliziosa (niente paura, anche Ursula ha assaggiato un po') e infine sono tornato nella mia stanza. Un po' di relax, prima che domani chiami la prossima avventura. Dove andremo? Rimane il nostro piccolo segreto – fino a domani.
Restate sintonizzati e seguiteci nel nostro viaggio avventuroso!