-Capitolo 31- Volti conosciuti & visita dalla Germania
Non so se dipenda dal fatto che tutti i backpacker seguono più o meno le stesse rotte, o dal fatto che in Nuova Zelanda non ci sono così tanti abitanti. In ogni caso, abbiamo...


Pubblicato: 13.08.2020
La sua prima notte Flori la passò direttamente sulla strada principale, poiché il parcheggio era di nuovo pieno. Anche se si era dichiarato pronto a dormire nei sedili anteriori, era già un'impresa per sé infilare una terza persona e i suoi bagagli nella nostra auto sovraffollata. Dopo una lunga manovra, mettendo la valigia sotto il volante e i seggiolini all'esterno, ce la facemmo finalmente.
La mattina dopo lasciammo Flori direttamente al suo ostello nel centro di Wellington. Ci cucinò del cibo caldo, dato che non avevamo fornello a gas, e la sera cercammo invano un posto nel campeggio gratuito. Aspettammo di nuovo un'ora intera. Quando finalmente qualcuno partì, due uomini in un camper afferrarono il posto. Erano arrivati solo 10 minuti prima di noi, ma si piazzarono nella stessa piazzola esattamente quando lo facemmo noi. Alla fine dovetti frenare bruscamente perché gli uomini non mostrano segni di rallentamento, nonostante fossimo molto vicini a un incidente.
Nei tre giorni seguenti, prendemmo una SIM per Flori, visitammo di nuovo il Museo Te Papa, andammo a fare la spesa due volte, Celina ed io andammo una volta in piscina (per fare la doccia lì) e usammo persino una volta in più la doccia dell'aeroporto. #senza tetto. Flori ebbe il suo appuntamento in banca, che avevamo già prenotato nei giorni di Natale. Prendemmo la Cable Car tanto pubblicizzata, il cui viaggio di cinque minuti ci sembrò piuttosto insignificante, passeggiammo nei Giardini Botanici e camminammo fino all'ostello di Flori attraverso il Tunnel Victoria, dove è tradizione suonare il clacson come un folle. (Quando lo scoprimmo, dovemmo farlo anche noi almeno una volta). Poi facemmo domanda per il numero di codice fiscale di Flori e martedì sera ci dirigemmo verso il traghetto. Anche se eravamo seduti senza far nulla due ore prima di dover essere lì, pochi minuti prima di partire ci prendemmo comunque dal panico. Celina e Flori navigarono insieme, e io mi persi più volte, quindi dovemmo effettuare diverse brusche frenate e manovre con la nostra vecchia Toyota Estima per arrivare in tempo al traghetto.
„Nuovo anno, nuova isola“ è un motto piuttosto popolare tra i backpacker. Con l'arrivo di Flori nel nuovo anno, non ci restava altro che seguirlo passo dopo passo. Il 14 gennaio prendemmo il traghetto Interislander da Wellington a Picton. Il viaggio durò tre ore e mezza, ed era opportuno guardare fuori ogni tanto. Facemmo strada attraverso bellissimi fiordi e arrivammo alla South Island al tramonto. Da lì viaggiammo ancora attraverso Blenheim verso un campeggio gratuito sul mare, dove Flori passò di nuovo una serata rilassante nei sedili anteriori.



Arrivammo esattamente in tempo nel parcheggio del Countdown a Christchurch, dove incontrammo una coppia canadese. Erano stati un mese in Nuova Zelanda e il loro volo di ritorno partiva il giorno successivo. Più disperati non potevano liberarsi della loro auto. Credo che Flori fosse la loro ultima speranza. Il canadese ci mostrò professionalmente l'auto, tutto sembrava molto ordinato e Flori fece per la prima volta una prova di guida scoordinata con l'uomo, sul lato sinistro. Decidemmo di pensarci, e ci incontrammo un'ora dopo con due ragazze tedesche. Anche la loro auto era molto ordinata per il prezzo e Flori fece di nuovo un test drive, ma c'era un grande difetto: una gigantesca crepa nel parabrezza sotto i tergicristalli.
Un'ora dopo Flori contrattò 1000€ con i canadesi, e l'auto era sua. Quando inviai foto a mamma, inizialmente disse „sembra buona.” e il giorno dopo „Anche se con le tende sembra un po' un carro funebre.”. Dopo di che Flori fu soprannominato „Il signore nel carro funebre.”.

-> continua