11/09/2018 - Sometimes things turn out differently than expected
",$5 in die Spendenbox",$5 in die Spendenbox


Pubblicato: 06.10.2018
















Un nuovo giorno iniziò - a un'ora poco cristiana. Per essere precisi, la sveglia suonò alle 04:10… A parte le stelle scintillanti nel cielo, eravamo circondati da una completa oscurità. Solo il tempo di spazzolarci i denti, liberare i sedili anteriori e via! La nostra meta era la "Hahei Beach", distante 18 km. Parcheggiammo il nostro Sam sulla spiaggia e partimmo subito per una passeggiata. Equipaggiati con torce frontali e lampade, ci incamminammo lungo il sentiero costiero verso la "Cathedral Cove". Dopo circa 45 minuti, raggiungemmo quel bellissimo angolo di terra. L'alba era ancora lontana, ma cominciammo già a scattare le prime foto.
Durante la nostra ultima visita lo scorso dicembre, qui c'era un gran via vai. Non c'è da stupirsi, era estate e in pieno giorno. Questa volta però avevamo uno dei soggetti fotografici più famosi della Nuova Zelanda tutto per noi.
Ci godemmo la solitudine, la tranquillità e osservammo il sole mentre sorgeva lentamente. Quando fu completamente visibile all'orizzonte, ci sistemammo nella spettacolare "Cappella Da Cattedrale", che diede il nome a questo luogo, e gustammo la nostra meritata colazione. Panini farciti, bastoncini di carote e una vista mozzafiato sul mare ci rinvigorirono per la giornata.
Intanto, i primi visitatori iniziarono ad arrivare - poco dopo eravamo già di ritorno sul cammino. Intorno alle 09:00 tornammo alla macchina e lasciammo la bellissima "Coromandel Peninsula" definitivamente alle spalle.
Passammo dalla costa orientale a quella occidentale. Sulla strada per "Pukekohe" percorremmo finalmente un'autostrada a tre corsie dopo tanto tempo. Un vero shock culturale rispetto alle strade principalmente a corsia singola in Nuova Zelanda. Un chiaro segno che ci stavamo avvicinando sempre più alla metropoli di "Auckland".
Dopo aver fatto una visita di successo alla biblioteca di Pukekohe, ci dirigemmo verso "Clarks Beach". Il campeggio aveva già diversi intrattenimenti per noi. Prima fu un'emozionante sfida a ping pong, poi ci spostammo nel minigolf. Per chiudere la giornata, facemmo una lunga passeggiata sulla spiaggia. Camminammo a piedi nudi lungo il mare e riflettemmo sul tema "Addio" e "Cosa porto a casa di personale dal viaggio?".
Il giorno successivo visitammo le ultime mete turistiche a sud di Auckland. Durante il viaggio che sembrava infinito verso il remoto "Manukau Heads Lighthouse", facemmo diverse soste fotografiche lungo la strada. Così visitammo ad esempio le poco appariscenti "Waitangi Falls". Successivamente, ci dirigemmo verso una penisola, in cui si trova il citato faro. Tra le colline verdi apparve addirittura il "Sky Tower". Parcheggiammo all'angolo di una curva e catturammo la vista del famoso simbolo di Auckland. Emozionante e spaventoso allo stesso tempo riavvicinarsi alla città in cui è iniziato tutto...
Quando finalmente raggiungemmo il Manukau Heads Lighthouse, non esitammo e iniziammo la visita.
Nascosto tra il lino marittimo, il faro svetta sopra le scogliere e funge da orientamento per le navi dal 1874.
La particolarità qui è che durante il giorno si può entrare nel faro e quindi accedere a una terrazza più alta. Da qui si gode di una vista ancora migliore sulla scogliera ripida e sulla barriera corallina lontana, che è già costata la perdita a diverse navi.