28. agosto – 04 settembre 2020: Afytios (Grecia)
Non è del tutto chiaro se sia per il viaggio emozionante e lungo dal Montenegro verso l'Egeo, il piccolo fuso orario o il caldo che ci rallenta, fatto sta che siamo un po'...


Pubblicato: 12.09.2020
All'inizio c'era il caos. Così inizia Percy Jackson il suo racconto della mitologia greca, che ascoltiamo durante il viaggio lungo l'Olimpo verso Atene, per non affrontare senza preparazione la camminata verso l'Acropoli.
Caotico è anche il nostro primo impatto con questa città, in cui arriviamo in pieno traffico e il sistema stradale ci è stato già anticipato come una giungla: tra sistemi stradali a senso unico a spirale e motociclisti in pantaloni corti e maglietta che zigzagano ignorando tutte le regole stradali, ci troviamo sicuramente alla base della catena alimentare del traffico, ma l'adrenalina sale a nuovi livelli. Questo non diminuisce quando dobbiamo cercare all'ultimo minuto un nuovo alloggio, poiché il padrone di casa del nostro appartamento (probabilmente prenotato per troppo tempo) ci ha dimenticati. Così, in un quarto d'ora, invece di trovarci a Exarchia, finiamo a Thissios, e siamo ancora più vicini a tutte quelle antiche pietre che vogliamo visitare.
Anche ad Atene, almeno nei primi giorni, lasciamo che il nostro vagare per la città inizi solo nel tardo pomeriggio: passando per l'Agorà, proseguendo verso la vivace piazza Monastiraki, poi verso piazza Syntagma e attraverso il giardino nazionale. Lungo l'osservatorio, dove incontriamo di nuovo una tartaruga, osserviamo un taxi che, mentre si dirige verso l'Acropoli, scivola sui secoli di pietre lisce e usurate, e seguiamo i tortuosi vicoli di un antico villaggio di pescatori nel mezzo della città, dove oltre ai gatti ci sono anche alcuni abitanti e fantastica street art. Per fortuna, chi non soffre di vertigini ha preso la funicolare attraverso il monte Lykavittos fino alla collina della città, con una vista fantastica su tutta Atene, e sulla spiaggia di Vouliagmeni possiamo tuffarci nel mare turchese e lasciare che la nostra vista scivoli dal livello del mare verso il cielo, elaborando tutte le varie impressioni che questa città ci ha lasciato in pochi giorni, anche se finora abbiamo solo graffiato la superficie: questa vitalità e la coesistenza di una storia millenaria così varia con i segni di crisi e nuovi inizi ci fanno essere certi che torneremo.
