Di ritorno sulla Mosella verso Toul
A Richardmenil non abbiamo fretta. Siamo pronti per partire alle 9:00, il noleggiatore francese è già molto attivo. Decidiamo di dargli un quarto d'ora di vantaggio. Le manovre...


Pubblicato: 17.05.2023
Dopo aver affrontato due giornate difficili, partimmo ottimisti per la prossima tappa.
La meta era Demange-aux-Eaux, la prima chiusa dopo il lungo tunnel.
Partimmo presto e, consapevoli dei problemi degli ultimi giorni, tenemmo d'occhio sempre il nostro implicatore. Avevamo due tunnel da affrontare e 20 chiuse pianificate.
Prima del primo tunnel, lungo circa 870 m, avevamo pianificato una sosta. Dopo tutto, volevamo controllare ancora una volta le funzioni e smontare per la prima volta i nostri vetri. Avevo infatti l'idea che i tunnel fossero scavati selvaggiamente nella roccia e che ci potessero essere punti in cui il soffitto si avvicinasse al Gustav. Se ciò fosse accaduto, non sarebbe stato possibile più ripiegare il vetro nel tunnel. E un ritorno indietro e un secondo tentativo, quindi era meglio smontare subito.
Funziona il nostro faro? In caso contrario avevamo anche tre torce a disposizione.
Alla fine del tunnel eravamo di nuovo un po' più saggi. Avevamo attraversato un tubo che, sebbene non illuminato, aveva visto funzionare il nostro faro, seppur un po' debole ma meglio di niente. Le torce erano un buon aiuto supplementare. Solo 870 m a sinistra e a destra, con solo mezzo metro a un metro di spazio, la prua non deve allontanarsi troppo, altrimenti si va attraverso il tubo come una pallina da flipper.
Anche qui solo buone esperienze, Heike ha illuminato in modo esemplare e ha fornito indicazioni appropriate, così abbiamo superato il primo tunnel senza alcun danno.
Dopo l'uscita dal tunnel ci aspettava un angelo VNF. Naturalmente voleva sapere la nostra destinazione e sorrise subito quando citammo la chiusa 1 dopo il lungo tunnel. Ci raccomandò di pianificare una sosta tra la chiusa 8 e la chiusa 7. Si offrì di accompagnarci fino a lì e avrebbe anche aiutato con il legarci.
Avevo ovviamente il sospetto che il giovane non avesse ancora comprato fiori per la festa della mamma e in questo modo volesse finire il suo turno con 2 ore di anticipo.
Naturalmente accettammo il suo consiglio e poi interrompemmo il nostro viaggio a Sauvoy. Ci salutammo dal nostro guida con una bottiglia del migliore di Balkhausen. Probabilmente non l'aveva ancora assaggiato quando ci congedò il giorno successivo per continuare il viaggio.
Il giorno successivo capimmo però che non era per il bouquet di fiori non comprato che non potevamo proseguire.
