Riga - dove il gatto è seduto sul tetto
Nella capitale lettone Riga abbiamo trascorso due bellissimi giorni. All'inizio abbiamo avuto la fortuna di trovare un parcheggio gratuito (questa volta davvero gratuito ;)...


Pubblicato: 03.09.2017




















Dopo Riga, ci siamo diretti in maniera piuttosto diretta verso la Lituania, dato che il tempo ci stringeva per arrivare in tempo a Cracovia, dove avevamo un appuntamento con amici di Lipsia. La nostra prima tappa è stata la Collina delle Croci, un luogo di pellegrinaggio nel nord della Lituania, considerato sacro dai cattolici. I pellegrini erigono qui su questa collina croci come segno di gratitudine, desiderio o qualsiasi altra cosa... Intorno al 1900, su questa collina c'erano circa 150 croci, numero che aumentò a circa 400 croci entro il 1940. Con l'occupazione della Lituania da parte dell'Unione Sovietica, la costruzione delle croci diminui. Dopo la morte di Stalin nel 1953, molti litvani deportati in Siberia ritornarono e posero croci sulla collina in memoria dei defunti nei campi di lavoro siberiani. La collina divenne sempre più un fastidio per il Partito Comunista e nel 1961 si verificò una prima azione di distruzione con bulldozer. Seguirono altre nel 1973, 1974, 1975, ma l'operazione dei comunisti rimase senza successo e la collina divenne un simbolo di resistenza nazionale. All'inizio degli anni '90, studenti di Vilnius tentarono di contare il numero delle croci - si fermarono a 50.000. Si dice che nel 2006 fossero più di 100.000 e anche per noi era completamente impossibile dire quante fossero. Moltissime. Davvero molto impressionante e anche un po' pauroso.
