29-12-19: Giorno di riposo
Il mio raffreddore non mi ha lasciato altra scelta che concedermi un giorno di riposo. Infondo, abbiamo già alle spalle 3 settimane ricche di varie attività. Anche sulla nave...


Pubblicato: 31.12.2019
Oggi ci siamo messi in viaggio verso l'Argentina. Il Paese ci accoglie con un valico di frontiera dall'aspetto fatiscente. Proseguiamo verso La Esperanza (in italiano: La Speranza), perché lì dovrebbe esserci una stazione di servizio. C'è, ma nonostante i tanti adesivi VISA, accettano solo contante. Non abbiamo ancora pesos argentini, ma abbiamo dollari (non ne abbiamo più) e anche euro vanno bene. Grazie a Dio. Così cambiamo i nostri ultimi euro. Questa è la realtà con alta inflazione!
Una volta arrivati a El Calafate, la città si presenta come un paradiso per i backpacker, ovvero con bar rumorosi. L'hotel è bello, ma alcuni dipendenti sembrano piuttosto scortesi. La nostra prima impressione è che gli argentini non abbiano inventato la cordialità. Ora siamo stati davvero viziati dalla gentilezza in Cile. A cena in città non c'è nulla di quello che vogliamo ordinare, tranne la bistecca, che però non è cucinata come avevamo chiesto e quindi è duretta. Peccato, qui nella patria della buona bistecca.
Ah già, il contante qui. Gli sportelli automatici consentono al massimo di prelevare 1000 pesos argentini con la carta di credito, ma solo contro una commissione di 378 (!) pesos. Quasi il 40% di spese! Prezzo esorbitante, ma con quel denaro ora si può almeno parcheggiare in città per circa 31 ore o acquistare una bottiglia di vino media. Insomma: il Paese è in declino, l'inflazione è enorme, porta a carenze in tutti i settori e la gente è completamente infastidita e scortese. Non ci sarà difficile tornare in Cile, dove sono tutti molto più cordiali. Ma ora attendiamo con ansia il ghiacciaio Perito Moreno.
