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Isola di Gramvousa & Laguna di Balos

Pubblicato: 11.08.2016

Gramvousa nota anche come Grampousa (greco: 0def o b0ecdef, ulteriori nomi includono Akra, Cavo Buso, Cavo Bouza, Garabusa e Grabusa) si riferisce a due piccole isole disabitate al largo della costa nord-occidentale di Creta nell'unità regionale di Chania.[1] Sono amministrate dal comune di Kissamos.

La fortezza di Imeri Gramvousa fu costruita tra il 1579 e il 1584 durante il dominio veneziano su Creta per difendere l'isola dagli ottomani. La fortezza rimase in mani veneziane durante la lunga guerra cretese, e nel trattato del 16 settembre 1669, che cedette Creta agli ottomani, Gramvousa, insieme alle fortezze di Souda e Spinalonga, fu mantenuta da Venezia.[2] Queste tre fortezze difendevano le rotte commerciali veneziane e erano anche basi strategiche in caso di una nuova guerra ottomano-veneziana per Creta.[3]

Il 6 dicembre 1691, durante la guerra morava (un'altra guerra ottomano-veneziana), il capitano napoletano de la Giocca[verifica necessaria] tradì i veneziani consegnando Gramvousa agli ottomani per una generosa tangente. Trascorse il resto della sua vita a Costantinopoli e divenne noto con il soprannome di 'Capitano Grambousas'.[3] Non molto dopo l'inizio del dominio turco, i ribelli cretesi si riunivano presso le tre fortezze costiere, che includevano Gramvousa.

Esiste una laguna, chiamata laguna di Balos, tra l'isola e la costa di Creta. C'è un isolotto che forma parte di un capo, attraverso la laguna, chiamato Capo Tigani (che significa 'padella' in greco). A nord di Balos, presso il capo Korykon, si trovano i resti della piccola città romana antica di Agnion, con un tempio dedicato al dio Apollo.

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