Con stivali grigi per le scale rosa
Salivo le scale luccicanti di pioggia e brandelli di ricordi affollavano la mia mente come la nebbia che si stendeva davanti a me in Via del Fabbro. Davanti a me apparve la...


Pubblicato: 28.09.2020
I rami del sorbo nel nostro giardino si piegano sotto il peso delle bacche rosse e della prima neve. Quest'anno l'inverno ha baciato le montagne presto e le storie dei nostri antenati profetizzano che molte bacche promettono un inverno ricco di neve. Speriamo che Babbo Inverno non sia stato troppo prematuro e che l'inverno non sia ‘verchalberet’.
Anche Voltaire amava i giardini; forse anche le bacche di sorbo; e scrisse che si deve prendersi cura del proprio giardino. Preso alla lettera, non intendeva certo l'affetto e la cura per le rape e i cavoli, ma la cura e il mantenimento delle proprie amicizie. Ora, il mio giardino non è particolarmente grande in questo senso, ma lì crescono un paio di verdure strane e fruttini straordinari. Ad esempio, c'è Irene, che io paragonerei più a un'insalata riccia, perché prospera in ogni ambiente e non si fa vincere nemmeno dalle lumache. Se l'insalata riccia sapesse raccontare quanto Irene, il giardino sarebbe un luogo pieno di vita. Nomino Michl come pomodoro, anche se tra di loro c'è un amore-odio. Che sia ketchup, sugo o come insalata di pomodori e mozzarella, con Michl si può fare tanto quanto con il suo corrispondente vegetale. Tra l'insalata e il broccolo, lui allunga la sua testa disordinata come un pomodoro, un po' vanitoso e pieno di vita, verso il sole. Marcel, la patata, pianta i suoi
