11 al 15 Martedì, 12 Gennaio 2016 Goa - Palolem Beach
Perché non riescono gli indiani e anche la maggior parte degli altri sud-est asiatici a capire che tutto ciò che producono come spazzatura dovrebbe andare nel bidone dei rifiuti...


Pubblicato: 28.10.2016



























Non preoccuparti, sii Humpi
È davvero sorprendente come questo paese riesca a suscitare in me emozioni così diverse giorno dopo giorno. Un giorno ti senti esausto a causa del caos che regna nelle grandi città indiane e sulle strade dell'India, ma il giorno dopo l'abbondanza di spirito e monumenti ti lasciano letteralmente senza parole.
Hampi, che per le condizioni indiane è una piccola città, anzi un paesino (circa 2300 abitanti), è un luogo che mette in ombra molte delle esperienze passate.
La mattina, intorno alle 7, lasciai Madgao in treno diretto a Hampi. Già ben presto si rivelò che questo viaggio sarebbe stato davvero speciale, poiché la prima parte del tragitto attraversava le creste delle Western Ghats (per quello che ne so). In cima alle curve, si vedeva la locomotiva del nostro lungo treno di circa 500 metri che lottava per salire tra un paesaggio completamente verde, immerso nel giungla. Era davvero da sogno e, per un attimo troppo breve, riuscii anche a vedere le cascate Dudhsagar, che si tuffavano imponenti proprio dietro un viadotto, troppo brevi per afferrare la macchina fotografica, purtroppo.
Nel pomeriggio, il treno arrivò meglio detto a Hospet, dove fui accolto dal mio autista di Tuk Tuk privato. Già durante il tragitto, vidi il paesaggio imponente che si stava avvicinando a me. Un panorama montano surreale. Non avevo mai visto nulla di simile, sembrava che qualcuno avesse semplicemente scaricato enormi cumuli di pietre lì. E poi c'era il fatto che tutto era adornato da una grande quantità di monumentali edifici storici, incredibilmente belli da vedere.
Il giorno seguente, al resort incontrai un Tuk Tuk autista molto gentile che mi portò in giro per la zona da un tempio all'altro, dato che era sufficiente lasciare il bungalow per trovarsi già nel mezzo del complesso storico dei templi di 26 km².
Ho avuto di nuovo fortuna con il mio autista, poiché si è mostrato molto disponibile a farmi un ottimo prezzo, inizialmente per mezza giornata 600 INR (8,30 €) e nel pomeriggio aggiunsi altri 200 INR (2,80 €), girò quindi per ulteriori 3 o 4 complessi, tra cui il Museo Humpi e, come altro punto saliente, un complesso di templi sacri in cima a una montagna. Lì, fui accolto nel cortile da melodie religiose cantilenanti.
Attraverso un varco nel muro opposto, mi imbattei in un piccolo santuario di Shiva, dove all'interno, in un'atmosfera mistica, ricevetti la mia prima benedizione. Era sufficiente lasciare una piccola offerta e si veniva consacrati. Ricevetti un fiore (dovrebbe garantire che il portafoglio non sia mai più vuoto) e una piccola banana (forse la banana più costosa della mia vita per 100 INR (1,40 €), tanto fu la mia offerta. Dovevo bere qualche goccia d'acqua santa (!) e distribuire il resto tra i capelli e mangiare alcuni grumi di zucchero. E già ricevevo il noto punto rosso sulla fronte. Che spettacolo ;-)
Di sera scalai la collina di Matanga, alta e sudata, e fui ricompensato con un tramonto gigantesco.
Il giorno successivo mi dovevo trasferire con la piccola barca a fune dall'altra parte e andare a fare una passeggiata di 3 km lungo la strada attraverso un paesaggio stupefacente di risaie e piantagioni di banane fino al tempio delle scimmie. Arrivato lì, dovevo salire di nuovo su per molte centinaia di gradini, e ancora un po' di sudore...
In cima c'era di nuovo un santuario, dove molti pellegrini entravano a pregare. Dopo poco tempo, iniziò un canto molto forte (come potrebbe essere diverso in India), una cantilena sacra. Erano così forti che mi accompagnarono per almeno metà del mio cammino di ritorno.
Tornato a Hampi, avrei dovuto diventare anche un altro spettatore di uno spettacolo grandioso. Sebbene ne fossi consapevole (avendone già letto), non potevo fare a meno di essere l’attore, mentre camminavo un gentile guerriero mi si avvicinò e chiese da dove venissi (succede sempre e non si può sempre bloccare e difendersi), ah Germania, guarda qui, gli altri tedeschi hanno scritto questo nel mio libro (in me scattò subito un segnale d'allerta e un punto interrogativo), ma cosa vorrà ora ancora. Prima che potessi reagire, si mise a lavorare sulle mie orecchie con spatole, cotton fioc, liquidi e pinzette. Va bene, lasciamolo fare, dato che estrasse una quantità incredibile di sporcizia (sembrava senape) e alla fine un piccolo sassolino con le pinzette (dovetti trattenermi da una crisi di riso interiore), questo spettacolo doveva ovviamente essere ben pagato. Cominciò con 500, 400, 300 INR, alla fine gli diedi 50 INR, perché un tale spettacolo deve essere naturalmente ricompensato.
Di sera purtroppo dovevo dire addio a questo grandioso angolo di terra con il treno notturno, prossima destinazione Bangalore.