Cuyabeno - L'Amazzonia lontano dalla civilt
11.10.2018 Trascorriamo una giornata rilassante nel grande Parque de Carolina, che ospita un piccolo, ma delizioso giardino botanico. Qui vengono trattati diversi temi in...


Pubblicato: 19.10.2018






















16.10.2018
In realtà non avremmo dovuto affrettarci, poiché l'autobus successivo per Mindo parte purtroppo solo dopo quasi 1,5 ore. Ma sfruttiamo il tempo in modo sensato e cerchiamo di migliorare il nostro spagnolo, che è già stato classificato come insufficiente più di una volta.
Il viaggio tra le montagne è come già spesso una vera meraviglia. Con calma bisogna stare attenti a non abituarsi troppo alla bellezza della natura.




Arrivati a Mindo ci mettiamo alla ricerca del nostro ostello - il Mindo Guesthouse. Su Tripadvisor e simili si elogia ovunque la incantevole coppia di anziani che gestisce l'ostello. E sì, sono addirittura più straordinari rispetto a quanto raccontato. Un colpo sicuro quindi.


Il nostro progetto di passeggiata sfuma, poiché restiamo intrappolati insieme all'attuale occupazione dei residenti in cucina. Tuttavia, tutti insieme ci dirigiamo in serata verso un piccolo lago famoso per i suoi concerti di rane rumorosi. Sfortunatamente, un investitore troppo astuto ha propriamente sfruttato questa cosa e ha costruito un hotel esclusivo con bungalow in legno intorno al laghetto. Chiunque voglia assistere ai riti di accoppiamento deve sborsare 5 dollari, ricevendo però anche una piccola degustazione di vino. È tutto in rapporto l'uno con l'altro. Poiché tutti considerano lo spettacolo troppo costoso, ci sistemiamo con la nostra birra di lato e ascoltiamo. Beh, in realtà non si può neanche dire che ascoltiamo. Le nostre conversazioni diventano più divertenti e quindi anche più forti. Dopo un po', il personale dell'hotel ci punisce con sguardi critici e ci chiede gentilmente di fare silenzio. Così prendiamo la via del ritorno e brindiamo insieme al compleanno di Carsten.
17.10.2018
Ci diamo appuntamento anche per la mattina seguente per una colazione internazionale. Dai pattumi tedeschi a shakshuka israeliano e 'tortillas' 'italiane', c’è un po' di tutto, prima di partire rinvigoriti verso le foreste nebbiose.

In sette ci arrampichiamo per due ore sempre più in alto attraverso le foreste di bamboo, per alla fine librarci con una piccola gondola sopra le profonde valli e le cascate a cascata.

Purtroppo, arrivati in cima, scopriamo che la gondola è momentaneamente non in funzione. Così torniamo giù dal lato opposto della montagna e osserviamo le cascate direttamente dal basso.

Gradualmente accorciamo il percorso verso la meta. Le cascate non sono spettacolari, ma perfette per rinfrescarsi. Quindi, via i pantaloni e dentro l'acqua fredda.


vl: Massimo, Carsten, Annika, Richard, madre di Gaia, Catherine e Gaia
Quando iniziamo il ritorno, il cielo comincia a coprirsi lentamente. Prima che inizi a piovere, riusciamo a tornare a casa asciutti dopo un totale di 18 chilometri percorsi. La sera c'è una squisita zuppa di carote e patate dolci. Rimanendo a lungo di nuovo in cucina. I nostri compagni dall' 'isola' Catherine e Richard incantano con il loro umorismo e la loro grande attitudine alla vita. Vogliamo rivedere Massimo dall'Italia e Gaia da Israele. Rich e Catherine proseguono verso nord.
Noi invece ci muoviamo in direzione opposta, a sud verso Quilotoa. È programmata un'escursione a 3500m. Pare che farà freddo....
18.10.2018
La giornata intera viene dedicata al viaggio verso Quilotoa. Riusciamo a prendere ogni autobus e riusciamo ad arrivare nel nostro ostello a Zumbahua prima della chiusura dei negozi. Nomi di luoghi stupendi. Lungo la strada vediamo per la prima volta il vulcano Cotopaxi che svetta con i suoi quasi 6000 metri di altezza. L'ultima eruzione, tra l’altro, è avvenuta solo 5 anni fa. Quindi non ci sorprende vedere del fumo sollevarsi.
Sull'autobus possiamo ammirare i 'locali' dell'alta montagna andina. Bellissimi cappelli di feltro, gonne di lana colorate e pezzi di stoffa drappeggiati li proteggono dal freddo e dal sole.
Le valli si distendono davanti al villaggio di Quilotoa nella luce del mattino. Attraversate da un'ampia gola che scende rapidamente.


Iniziamo presto. Alle 6 ci alziamo, alle 7 siamo sull'autobus e a mezzo alle 8 iniziamo la salita fino al punto più alto del 'Quilotoa Loops'. Questo sentiero escursionistico circonda il gigantesco e bellissimo lago craterico. La lunghezza è di circa 13 km.

I primi chilometri li percorriamo rapidamente. Il sentiero è buono e largo. La vista è enorme. Facciamo una pausa ogni 10 minuti circa, per tentare di catturare le proporzioni del paesaggio.


Dopo la metà iniziamo a prepararci mentalmente per la salita.





Da lontano vediamo un temporale avvicinarsi. Abbiamo percorso poco più di 3/4 della circonferenza e andiamo più velocemente. Ma a un certo punto perdiamo la voglia e le possibilità di raggiungere il nostro punto di partenza asciutti diminuiscono sempre di più. Per fortuna non lontano si trova l'unico ristorante nei pressi del bordo del cratere. A quel punto ci sono già due coppie ecuadoriane in attesa di un taxi. Dopo 30 minuti e una tazza di caffè, anziché del Colecivo previsto, si presenta un pickup. Con il sole splendente non è affatto un problema. Sfortunatamente ha appena cominciato a piovere. Così ci accatastiamo in sei e ammiriamo la grandine che inizia a scendere al riparo.
Alla fine, dovremmo aver percorso oltre 10 km e quasi 1000 metri di dislivello in 4 ore. A quest'altezza non è proprio uno scherzo. La sera ci rendiamo conto che il nostro colore della pelle ha assunto il tono dell'insalata di pomodori. Dovremmo davvero abituarci a portare la protezione solare.
Il resto della giornata lo trascorriamo pianificando il nostro itinerario di viaggio.
