Attraverso la più grande canonica della Germania, attraverso Würzburg, desidero condurre questa volta le mie care lettrici e i miei stimati lettori. Anticlericali così come credenti. Coloro che sono profondamente ispirati dalla fede e coloro che, tutta la vita, inseguono le loro credenze ideologiche infondate. Che partono da una nullità morale, epigenetica e sostanziale nel momento della nascita, così come da coloro che sono stati benedetti dalla provvidenza, in qualunque modo si manifesti, predestinati e ispirati.
Würzburg è incredibilmente ricca di chiese affascinanti e meravigliosamente visibili. Il suono delle campane è quasi ovunque in città a certe ore del giorno. E solenne, si potrebbe quasi dire, appare l'azione e il movimento nelle vie e nelle strade del centro, dove il passeggiare delle persone nei quartieri commerciali potrebbe assomigliare a una processione, mentre i molti escursionisti e turisti sul Ponte Vecchio sembrano pellegrini su un cammino di fede.
Con l'immaginazione del viaggiatore, si potrebbe considerare il centro di Würzburg, che assomiglia alla forma di un mitra episcopale, come una canonica. Una canonica toccata dal fiume Main che scorre quasi altrettanto solennemente, costruita con precisione in un luogo perfetto, nella paesaggio dolcemente inciso e dal fascino che il Main crea. Una canonica, per intensificare l'impressione di questa immagine, che con le sue numerose torri e cupole è particolarmente bella da osservare da punti panoramici come la Fortezza Marienberg o dalle vigne situate sul bordi nord della città, al di sotto della Bismarckwäldchen.
Occorre percorrere molti chilometri a piedi per poter osservare la città da quante più angolazioni possibile o per poter contemplare le sue oggettivazioni da vicino. Passeggiando per vicoli, piazze e lungo le strade, e fermandosi ripetutamente solamente in considerazione dell'oggettivazione, soffermandosi e meravigliandosi profondamente, per poi riprendere, spronato da un'inspiegabile curiosità e infiammato dal desiderio di scoprire, con grande passione e quasi a velocità altrettanto sorprendente, di esplorare la città anche sotto grande calore o sotto la pioggia battente.
In una splendida giornata di sole, camminare tra le vigne fino ai punti panoramici, mi ha dato una gioia particolare e una sensazione di felicità sublime durante il mio soggiorno a Würzburg. Come libero pensatore, burlone e vagabondo, io, con una vista meravigliosa sulla città, camminavo tra le vigne. Come burlone, che, inseguendo la propria ombra, cerca invano di catturare il giullare che si trova alle sue spalle. Come libero pensatore e vagabondo, entrambi solo diverse oggettivazioni e forme apparenti della sostanza, totalmente priva di motivazione e senza scopo, dell'essenza trascendentale dei viaggiatori e degli scrittori di saggi che avrebbero potuto essere qui in quel momento.
Forme apparenti della sostanza intrinsecamente data, con la quale il viaggiatore, dotato di una bussola etica innata e di un senso intuitivo, ora percepisce il mondo oggettivo con la plasticità modellabile epigeneticamente del cervello secondo la capacità di comprensione individuale e la facoltà immaginativa insita. Benedetto, predestinato e in grandissima misura ispirato, percepire e vivere ciò che è percettibile e riconoscibile in viaggio in questo modo, come lo si percepisce, scopre e vive, indipendentemente dallo stato d'animo interiore e dalle circostanze esterne.
La diffusa illusione e superstizione del nostro spirito del tempo, orientato all'ottimismo del progresso e spesso spinto ideologicamente da un fervore di miglioramento sociale e idolatricamente devoto al pensiero mondano, è l'assunzione di una nullità nel momento della nascita, per cui tutto ciò che è essenziale, circondato dal contesto sociale e socioculturale, sarebbe traducibile attraverso socializzazione e promozione e qui soprattutto tramite il feticismo dell'istruzione. Come se la scelta della grazia, che inizia da un profondo interesse e motivazione intrinseca fino a culminare nell’ispirazione e, nel migliore dei casi, nell'intuizione, potesse essere prodotta dal sociale e dalla politica educativa.
Continua, ma il libero pensatore, burlone e vagabondo, scende di nuovo nella canonica attraverso le vigne. Guidato da tali pensieri e colmo di sentimenti. Animato dal, probabilmente, sentimento più essenziale, profondo e totalmente intuitivo, il sentimento dell'amore. L'amore per tutto ciò che è meravigliosamente percepito. Riccamente vissuto. E l'amore per quelle persone singolari, che si è legati in modo providenziale e con cui si rimane connessi per tutta la vita, che siano o meno presenti in un dato momento e luogo…
Con questo amore, il viaggiatore, lo scrittore di saggi, il protagonista di questo blog cammina come libero pensatore, burlone e vagabondo tra le vigne intorno a Würzburg.
Con questo amore.